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Italy.jpg (930 byte) Aspettiamo le vostre poesie... Italy.jpg (930 byte)

 

 

 

 


 

 

COCCI


Non era etrusco
né cinese,
era solo un vaso,
un bel vaso.

Andò in frantumi
tra le mie mani,
in un solo istante
mentre, stupito, l'ammiravo.

Non ne riunirò i cocci,
ingannerei solo l'occhio.
Li lascerò lì, sul tavolo,
cruda testimonianza
della caducità della vita.


                                                      Carlo Bertero WB01345_.gif (616 byte)RETURN


 

 

 

SORGE IL SOLE SUL MARE

Vidi la notte naufragare
In derive di luce
E l'alba che feriva l'orizzonte
Con artigli di fuoco.
E vidi l'angelo del giorno
Seduto tra gli scogli,
dove frangeva il mare
coriandoli di luce,
bere una coppa
piena di silenzio.
Poi l'occhio del gabbiano
Fissò la preda,
e l'artigliò veloce:
ripartiva
la giostra della vita
mentre sorgeva il sole
sul grande mare
fatto di pensieri.

                                                  Luigi Oliviero WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

IL SORRISO DEGLI ANGELI

E non ci resta che cercare
il sorriso degli angeli.
Lo troveremo, forse, a sera
quando tutto si dissolve
in lentezza. O nella notte
che spasima alla luce
un suo riflesso. Sicuramente
lo troveremo nelle strade
più torte e strette delle città,
dove ombre notturne recitano
lunghi rosari di dolore. Oppure
in bidonville, esilio inquieto
di straripanti megalopoli,
tra latte d'alluminio che proteggono
improvvisati fuochi. Ma il sorriso
degli angeli è anche più vicino.
E' certo negli occhi silenziosi
di una bambina che conosco
e che, distinta la mia voce
mi accarezza con mano tremante
cercando i colori che non vede.
Forse questo è il tocco d'angelo
più puro. E soffia...soffia
sulla polvere, aderenza stretta
di troppi cuori addormentati.

                                M.Teresa Fiore WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 


IL GUSTO DEL TEMPO RUBATO

L'autunno ritorna puntuale
nel bosco che attende languendo
e tinge di un rosso fatale
le foglie che stanno morendo.

Sfiorando le bacche cadute,
cammino tra vecchi castani
e inseguo visioni perdute,
fantasmi di sogni lontani.

Ricordo i convegni d'estate,
gli amplessi, le gioie svanite,
le more, le belle risate,
le fragili viole fiorite.

L'intreccio del nocciolo chiaro
schermava la luce del prato;
sapevi di sandalo amaro,
di biondo tabacco bruciato.

Sapevi di tempo rubato,
di cose pensate e taciute,
sapevi d'amore sbagliato,
di brividi e stelle cadute.

Viandante di notti stregate
passavi tra l'erba fragrante,
ma mentre moriva l'estate
veloce fuggisti distante.

Nell'ombra del bosco dorato,
protetta dai vecchi castani,
io piango quell'uomo sbagliato
partito per cieli lontani.

                                   Leila Gambaruto WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

NOTTE CHE...

 

Notte che persino al Fato
In aspro ti levi e nel comando
Nulla potrà quel tuo implacato nero
Se urla e batte
Di solo cibo al desiderio:
l'anima stuprare e quel mio grembo-
non è mia luce,ascolta,
fragile raggio di luna che a te cede:
alta getta mia luce,notte,
alta,da luna ben diversa:
di seme luce che frutto del suo seme
infine riconosce,
di mia parola luce che in eterno
mia anima e mio grembo ti discerpa.

                                               Gabriella Garofalo WB01345_.gif (616 byte)RETURN


 

 

 

Trent'anni d'Amore

Io, con il cuore di un ragazzo
nel petto di un uomo,
esploro la mia mente e corro
...corro senza fermarmi mai.
Chi mi ha incontrato mi ha chiamato
pazzo, sognatore, poeta
e mai nessuno mi ha riconosciuto...
sono solo un uomo Innamorato !
L'Innamorato che esprime
"IL TUO ESISTERE"
con una sola parola "AMORE"
Ma ... è troppo scontata,
troppo semplice da dire
a te che sei per me così importante.
Vorrei trovare nel mio cuore
una frase mai detta, mai scritta,
per soddisfare il nostro bisogno d'amore.
Ma ... non attendo che il tempo
mi regali frasi nuove
per poterti dire ancora . . .
ti amo Annamaria ! ! !

                                  Giuseppe Piazzolla WB01345_.gif (616 byte)RETURN


 

 

 

Astro di rara luce

E' carminia chimera
al calar della sera,
E' celere dardo
all'aprir dell'azzurro,
E' scia di faville
sul fil del mare,
Un balenar di colori
Al placar del cielo

                                  Maria Figaia
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A Gabriele D'Annunzio


Maestro,
nulla dies sine linea,
tenterò in nome vostro
l'arte perseveranza.
L'impressione dei giorni primi
rifuggirò quale il dio pacato e retto
che sprona all'apollinea sapienza.

Maestro,
forse indegno appellarmi
alla vostra grandiosa parvenza
vedrà il genio sopraffino
ma naufraga l'inquieta marea
misera dell'anima mia
gemendo il vostro aiuto.

Maestro,
debitrice nella pioggia,nel secreto
in elezione dolce la coscienza
nella voluttà soffre il suo riposo.
Nella roccia e nel trionfo
nella morte e negli eroi
s'accheta il furore dell'orgoglio.

Mia notte,mia luce,mia fiamma e mia stilla
sublime musica vibrante
che accarezza incanto il verbo
e tremando vanisce.
Silenzio ancestrale
ove alati,riccioli d'amore
s'innebbiano sfumando.

                                        Francesca Somaglia WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

SAPPI CHE NON AVEVI...

Sappi che non avevi
nulla di umano
quella sera
quando scivolasti leggera
sulla mia mano attardata

Sappi, che non avevi
nulla di umano
quel pomeriggio
quando camminasti al mio fianco
sotto gli occhi della città

Sappi che non avevi
nulla, di umano,
alla terrazza di quel cafè
quando annegai per intero
di calda e densa crema

Sappi che, di umano,
non avevi proprio nulla
quando scrissi
queste poche righe ma di fuoco
elegante micidiale Fiamma

                                                 John Merrick (Antoine) WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

LA FENICE

Vecchia e stanca
si prepara la Fenice
Il caldo bruciante
si espande nell'aria
Si innalzano
i colori accecanti delle fiamme
E tutto si spegne
piano piano
silenziosamente
Rimane un mucchietto di cenere
Qualcosa si muove
un piccolo uccellino implume

È il mio spirito
che affonda e si rialza
pronto ad ardere ancora come
la Fenice


                            Daniela Griffini WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

DUE COME NOI

Due esseri
proprio come noi
tu ed io
che sanno scrivere
lettere
che non sanno
di nulla.

Come due intellettuali
che hanno bevuto
vecchia birra
e parlano
di se stessi.

Due esseri
come noi
che sanno dirsi
tante cose
senza senso
dovrebbero vivere
come contadini
in terre lontane
e scavare con le mani
profonde buche
per seppellirvi
la propria aridità
a primavera.

                                            Umberto Marzolla WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

ON THE SECOND SKY

" Sul secondo cielo
scese una luna
verde scuro,
luminosissima
e Tutto si illuminò
di luce lunare
e tutto
anche le piante gialle,
anche il mare rosso,
si tinse di verde,
quel verde tenue
meraviglioso debole,
verde riflesso del verde
solare."

" Sul secondo cielo,
come sempre di notte,
comparve la vita,
piccolissima
    e Tutto si animò
di vita vivace
e tutto, anche
le tane di terra,
anche le scale di aria
si animarono di vita semplice,
meravigliosa e debole,
vita riflessa di vita
terrena."

" Sul secondo cielo, allora,
si accesero i fuochi
viola profondo
di fiamme altissime
    e Tutto fiammeggiò
di fuoco violaceo
e tutto, anche
le teste
anche gli occhi
si incendiarono di fuoco
quel fuoco tenue
meraviglioso debole,
fuoco riflesso di fuoco
mentale."


                                          Alberto Cotti Pagliano WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

SENZA PACE

Quelli che un mondo perverso ha scacciato
e che la Storia condanna a sparire,
vanno lottando in un limbo sfregiato,
gridando forte per farsi sentire.

Hanno creduto nei giusti diritti
di grandi leggi, d'onesto lavoro,
di protezioni, d'accordi trascritti,
sposando un sogno più grande di loro.

Hanno cercato la pace serena
di focolari e giardini d'amore,
ma nella furia di eserciti in piena
hanno trovato rovine e terrore.

La loro casa ora è fatta di vento,
la loro terra è un miraggio bruciato;
solo nei cuori hanno pietre e cemento,
cemento d'odio, pesante e gelato.

Sotto un sudario di ceneri chiare
giacciono vinti nell'ombra screziata;
mentre la brezza che viene dal mare
modella rose di sabbia dorata.

                            Leila Gambaruto WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

L'ELFO PENSANTE


Lontano dal bosco mi rifugio in una coltre di nebbia,
svanisce la tua essenza,
il tuo flusso d'energia
cerco di scappare dalle insidie del potere magico,
ma si frena ogni istante e non riesco a consacrare
l'immagine infinita, quell'elfo che solida creatura
si ribella, non è forse il tuo divenire,
ma una sfocata foto ingrandita.
Sappi sovrastare il cielo nelle notti grigie,
ma nella nuvola che ti porgo,
non perdere il tuo profilo
sorvola ogni accanimento, ogni dubbio
ogni sapere che si ritrova con armonia immaginaria.
Tu prendi il giallo che il Sole dona
E poi racchiudilo nel fuoco del tuo sentiero
Nella tormenta della bufera che inganna
Sappi contestare il nulla, quando troverai la gioia,
che non separa ma unisce gli animi della tristezza delusa.
Ti pacifico con il silenzio,
di un sonno che dura da mille anni di ricerche,
d'infiniti giochi che sospendono ogni inferno terreno.
Una vita di colori non è possibile afferrarla,
ma renderla tale è dovere di voi creature magiche,
che con il merito del vostro incanto,
rivendicate ogni terra di sorrisi.

Troppe le follie del pensiero
Per recuperare i crediti di un gioco disfatto.
Non si cavalca l'onda di un possibile perdente,
ma come donare all'altro un sé inesistente,
se quello che si vede è il volto
di altri cento oceani divisi?


                         Claudia Manuela Murabito WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

AMORE AL MOLO

portog1.gif AMOR NO CAIS


In ogni porto
Un nuovo amore,
in ogni addio
il cuore ha due vie.
Varie frontiere
attraversano le persone,
ma l'unica frontiera
che non si riesce a oltrepassare
è la frontiera degli occhi.
Vari amori
nello stesso mare
e un sentimento conflittuale:
fermarsi o continuare a navigare.
Al molo ho lasciato
la mia intera esistenza,
come un navigante
che ha incontrato il suo amore.
Ho lavato la mia anima
che si riflette sulla sabbia,
trascinando la nostalgia
nelle onde del mare
per farla affogare.



                                  Cristiane Neder WB01345_.gif (616 byte)RETURN

                                           (traduzione di Carlo Bertero e Lella Forte)

 

 

 

 

PREGHIERA

Nell'aria cristallina di gennaio,
quando il cielo si ubriaca di colori
e Cacume
1) maestoso troneggia e fa stupore
alla prima stella della sera,
mi è facile parlarTi, o mio Signore,
Dio dell'albe e Dio dei tramonti
e Dio sempre all'esile mia vita.

Dimmi se c'è ancora un posto nel Tuo cielo
per tutti i bambini di tutte le nazioni:
per il sorriso pieno dei figli miei
e per il pianto di quelli senza pace;
per l'innocenza offesa del mio tempo
e quella uccisa prima della luce.

Dimmi se c'è ancora un posto nel Tuo cielo
per tutte le fanciulle innamorate;
per le donne amate dalla vita
e quelle nate e morte senz'amore;
per tutte le madonne addolorate
sotto le mille croci dei Calvari.

Dimmi se c'è ancora un porto nel Tuo mare
per i profughi di tutte le terre:
per il sogno infranto sulle rive



e le attese vane del ritorno;
per tutti i fiori strappati alle radici
persi per sempre alle origini tradite.

Dimmi se c'è ancora un porto nel Tuo mare
per il grido di nature violentate,
per la paternità dimenticata
e per i figli di questi giorni miei,
senza memoria e senza compagnia,
come relitti persi alla deriva...

Nell'aria cristallina di gennaio,
quando il cielo già s'abbruna e mille stelle
fan corona alla prima della sera,
ascolta, o mio Signore, la preghiera
di questo figlio Tuo, poeta un po' all'antica
che crede ancora all'uomo
e al Padre della vita.


1) Vetta maggiore dei monti Lepini (Lazio), dalla caratteristica forma di imbuto rovesciato.

                                          Franco Fiorini WB01345_.gif (616 byte)RETURN

 

 

 

 

APPARIZIONE
   
D'improvviso la furia delle acque si è placata
e il cielo è esploso in mille colori sgargianti,
ridisegnando albe e tramonti sugli sconfinati
                                                     oceani .....
una fitta al cuore .....
avevo appena perso la speranza .....
mi sono risvegliato su un tappeto di nuvole,
ho assistito alla nascita di una nuova stella
mentre il vento solare mi trascinava
nel cuore di un'eclissi remota .....
pianeti lontani,
la dispersione cosmica e il suono melodico delle
                                                          galassie .....
apologia dell'ignoto .....
ho toccato con mano le porte dell'universo,
varcando la soglia dei ricordi,
viaggiando attraverso il tempo .....
ho parlato con la luna
che mi ha confessato il segreto della sua bellezza,
ho camminato sull'acqua .....
ho catturato una goccia di cristallo
che custodiva ali di farfalla
generate dal pianto innocente di un bambino.
Poi ..... è apparsa lei,
brevissimo istante di memorabile grandezza .....
   

    La consapevolezza .....
    l'anima si è fatta avanti,
    ha osservato il mio corpo
    e ha inciso i contorni del cuore
    sino al peccaminoso involucro della mia
coscienza .....

                                              epifania dei sensi .....
   


                                  Pierluigi Capurso WB01345_.gif (616 byte)RETURN